Domoterapia Sottile: che faccio, dico di sì al ripetitore sulla terrazza di casa o dico di no? (Domo 1)

Domoterapia Sottile: che faccio, dico di sì al ripetitore sulla terrazza di casa o dico di no? Ma se dico di no, posso perdere un bel po’ di denaro. Vale la pena? Oppure: sul terrazzo dell’edificio in cui abito, hanno piazzato un grande impianto ripetitore per cellulari. Io sarei contrario, ma adesso che posso fare? Devo cambiar casa o posso far qualcosa e restare ad abitare in quest’appartamento al quale sono affezionato? Una variante: a poche decine di metri dalla mia abitazione, c’è un ripetitore per cellulari, una linea ad alta tensione, un radar dell’aeroporto, eccetera. Sono davvero così pericolosi? E che fare, in ogni caso? Storie piuttosto comuni, vero? Comuni, come queste due con le quali voglio presentarvi il tema di questa serie di articoli: la storia di Antonio e la storia di Sabrina, due miei clienti ai quali, ovviamente, ho cambiato il nome e qualche altro particolare …

Prima storia: Antonio, che aveva comprato un bell’appartamento ai Parioli

I Parioli sono un quartiere di Roma, bello e prestigioso. E, come è ovvio, anche molto caro. Antonio è un medico di successo, sui 50, che alcuni anni fa aveva deciso di comprare un bell’appartamento ai Parioli, dove aveva il suo studio di cardiologo. Antonio mi aveva consultato perché, mi disse al telefono, da quando si era trasferito nel suo nuovo appartamento era diventato nervoso e non dormiva più come una volta. E, cosa deprimente per un medico bravo come lui, i farmaci non sembravano aiutarlo. Al telefono mi accennò subito la chiave del problema: a poche decine di metri dal suo appartamento una torre di ripetitori per cellulari sembrava voler sparare le sue onde elettromagnetiche proprio nella sua stanza da letto. “Sonia, lei crede che sia questa l’origine dei miei problemi?”

Seconda storia: Sabrina, che possiede un piano intero in un palazzo di Brera

Sabrina è un avvocato molto nota in ambienti bene di Milano. Dal padre, anch’egli ricco avvocato, aveva ereditato un ultimo piano di oltre 200 metri quadrati in un antico palazzo di Brera. Dalla terrazza si ammirava parte di quel quartiere pieno di vita, di artisti, di storici caffè. Sabrina mi aveva telefonato per un consiglio: “Mi hanno proposto un bel contratto per piazzare un ripetitore per cellulari sulla terrazza del mio appartamento. E’ un bel contratto, perché offrono al condominio e a me un bel po’ di soldini. Che faccio: dico di sì o rifiuto?” Sabrina, che, da brava milanese, ha il bernoccolo degli affari, sperava in cuor suo che le rispondessi: “Ma sì, certo, brava, accetta!”.

Due casi emblematici …

I casi di Antonio e Sabrina mettono in luce certi problemi tipici dei nostri tempi:

  • Che faccio se propongono al mio condominio di piazzare un ripetitore per cellulari sull’attico del nostro palazzo? Dico di sì e incasso un po’ di soldi o mi oppongo?
  • Il ripetitore l’ho già trovato bello e funzionante a poche decine di metri dal mio appartamento e vorrei salvaguardarmi. Cosa fare?

Insomma: ecco due classici della Domoterapia Sottile. Vediamo di fare chiarezza e anche di fornire qualche prima risposta e di dare qualche soluzione.

Prima di tutto: cos’è la Domoterapia Sottile e cosa può fare per me?

Roberto ne ha parlato, anche se assai succintamente, in Cos’è la Domoterapia Sottile? Poi, naturalmente, in modo ben più ampio nel suo classico libro Terapia della Casa (ovvero come l’Energia Sottile influenza la nostra vita attraverso la nostra casa). Mi sembra sia giunto il momento di mettere alcuni punti fermi, in questo mio Blog, e di ampliare il discorso. Almeno secondo il mio approccio personale.

Partiamo da una prima definizione: la Domoterapia Sottile è la “terapia sottile” dell’abitazione, che ha l’obiettivo di evitare che certe energie sottili in esse eventualmente presenti possano danneggiare ed al limite perfino ammalare i suoi abitanti. Un momento: ma cosa sono le energie sottili? Lo ricopio di sana pianta da Ma cosa intendiamo per Energia Sottile? Energie dense ed energie sottili. (ES1):

Possiamo definire dense le energie conosciute dalla Fisica: energia termica, elettrica, magnetica,  gravitazionale, eccetera e energie sottili, quelle che, almeno per ora, sembrano sfuggire ad un esame oggettivo se si utilizzano le odierne tecnologie e all’interno dei paradigmi scientifici vigenti, ma che pure sono facilmente identificabili soprattutto grazie ai loro effetti positivi o negativi sull’organismo umano e in generale sugli organismi viventi.

Quindi, sulla base di questa definizione, è chiaro che la Domoterapia Sottile non affronta l’aspetto denso dell’abitazione – rappresentato dai materiali, dalle pitture e tutti quei materiali che si utilizzano normalmente nella bioedilizia, rispettando principi ecologici, ciò che è piuttosto compito della Bioarchitettura – per dedicarsi piuttosto allo studio, all’analisi dell’aspetto energetico sottile della struttura abitativa, fornendo pareri e soluzioni. Si tratta di una precisazione importante, tesa ad evitare incomprensioni ed equivoci. Ecco qualche esempio:

  • Muffe e radon nell’abitazione? Vuoi ridurre gli sprechi energetici? Quale pittura è la migliore e la più salubre? Il legno più adatto per il tuo parquet? Chiedetelo al bioarchitetto.
  • Ho sentito dire di certe energie cosmo-telluriche che possono farmi ammalare. Ce ne sono anche a casa mia? Un radar, un ripetitore, una linea ad alta tensione davanti al mio appartamento. Sono pericolosi? Che devo fare per mitigare o annullare i loro effetti? Mi dicono che sotto la mia casa scorre dell’acqua sotterranea. Può essere questa la causa della mia depressione? Sotto il mio appartamento, c’è uno laboratorio di analisi con apparecchiature a raggi X. Corro pericoli? Ho letto altrove che le lampade a fluorescenza potrebbero essere pericolose. Che devo fare? Ecco tanti argomenti da porre ad un Operatore di Domoterapia Sottile.

E’ in questa veste che io opero, congiuntamente all’altra mia formazione di Naturopata e di Operatore di Tecnica Energo-Vibrazionale. Si tratta, credo, di un punto di vista privilegiato, che coniuga i due aspetti fondamentali del problema: la casa e i suoi abitanti. Ma è dagli abitanti, che bisogna iniziare (almeno questo è il mio approccio). La casa, come vedremo, è una variabile dipendente.

Ehi, non basta dire Energia Sottile!

Dunque, la Domoterapia Sottile si occupa soltanto dell’energia sottile di una casa. Troppo spesso leggo, su riviste, libri e siti Internet che si occupano di energia sottile, definizioni vaghe ed imprecise, che “noi della TEV” rifiutiamo con grande energia. Già, perché l’energia sottile può presentarsi in due diverse modalità:
  • può essere Energia Sottile pura cioè genericamente benefica
  • può essere Energia Sottile congesta cioè essere un punto di congestione.

Poiché si tratta di una differenza essenziale, per prima cosa cercherò di chiarirla.

Energia sottile pura vuol dire che se tu dormi in una stanza piena di questo tipo di energia ti senti in perfetta salute, pieno di forza e di voglia di vivere. Se invece vivi in un appartamento caratterizzato da energia sottile congesta, potresti presentare tutto un lungo elenco di sintomi, che va dalla depressione, alla sindrome da stanchezza cronica, all’asma, all’allergia e ad altri sintomi altrimenti inspiegabili. E’ bene però chiarire subito un punto essenziale, che spesso alcuni Operatori di Domoterapia Sottile tendono a dimenticare o a sottovalutare: da sola, la zona di congestione è solo uno dei fattori in grado di scatenarti questi ed altri sintomi sgradevoli. Non bisogna mai dimenticare altri fattori, come

  • la tua natura, il tuo biotipo (la cosiddetta diatesi e la costituzione);
  • il tuo stato psichico;
  • la tua dieta abituale;
  • le malattie che hai avuto in passato;
  • eccetera, eccetera…

Insomma: la Domoterapia Sottile è uno dei fattori di una efficace terapia sottile, fattori che andrebbero analizzati se non si vuole commettere errori anche gravi e prescrivere una “cura” per la tua casa, che va bene solo in linea teorica. In poche parole, sarebbe buona norma iniziare la Domoterapia Sottile partendo dagli abitanti, prima ancora che dall’appartamento!

(SEGUE)


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