Attenti! L’ambiente modifica la nostra espressione genica (espressione genica 3 parte)

segue a :

Espressione genica e ambiente.

Espressione genica e memoria a lungo termine. 

L’espressione genica è data dall’attivazione di geni chiamati a produrre certe proteine. I geni coinvolti in questo processo fanno parte del nostro corredo ma, essere corredo genetico, non significa essere necessariamente chiamati a produrre certe manifestazioni.

Cassapanca con corredo © Museo Civico "Carlo Verri" di Biassono

Un pò come la vecchia usanza in cui, al matrimonio di una figlia, la famiglia, regalava un “corredo” nutrito meticolosamente negli anni dalla madre, dalle nonne, dalle zie: lenzuola, asciugamani, tovaglie, accappatoi, biancheria intima e quanto necessitava alla nuova famiglia che la figlia stava per formare.  Ebbene, chi ha ricevuto questo dono sa che non tutto quello che si è ricevuto si utilizza. Alcuni elementi del corredo si useranno quotidianamente, altri solo in occasioni speciali come il Natale o il Capodanno, alcuni pezzi, infine, non si utilizzeranno mai. Mia nonna Augusta, ad esempio, mi regalò una tovaglietta da thè! Meravigliosa, tutta fatta a mano con tanto di pizzi … ma chi l’ha mai usata? Ogni tanto la apro, la guardo, penso con tenerezza  alla nonna Augusta e la ripongo con delicatezza nel cassetto. Ma torniamo all’altro tipo di corredo, quello genetico.

Abbiamo detto che, di fatto, l’espressione genica è data dalla produzione di proteine da parte di alcuni geni che fungono da stimoli. Proprio su quest’ultimi ci stiamo soffermando: gli stimoli,  che inducono certi geni a produrre un certo tipo di proteine. Tra questi stimoli naturalmente ci sono i comportamenti.

Ipotizziamo che la lumaca di mare, alla quale abbiamo stimolato più volte la codina, inducendo una risposta, (la ritrazione della “coda”) acquisisca, con la ripetizione dell’esperienza, la memoria di un comportamento.

Lo stimolo condizionato (SC), ripetuto nel tempo, viene immagazzinato in apposite regioni cerebrali, inizialmente da quelle a breve termine fino a quelle a lungo termine, determinando così l’ abitudine, il comportamento.

Consideriamo ora un esempio di come abitudine e memoria siano strettamente correlati e come questi due fattori cambino, ad esempio, l’esperienza della guida.

Pensate alle vostre prime uscite con la macchina. L‘insegnante di guida al vostro fianco vi suggerisce ogni azione che poi eseguirete. Voi prestate attenzione a quello che dice  e, con molta concentrazione, magari ripetendo a mente quello che vi ha appena detto il vostro insegnante, applicherete le sue indicazioni.

Qual’è stato l’iter del processo nel vostro cervello? L’informazione attraverso l’udito arriva alla corteccia associativa sensoriale e infine termina nella corteccia associativa motoria (lobo frontale) che fa diventare azione il processo.

Tra la corteccia associativa sensoriale e quella motoria ci sono molte connessioni che sono implicate all’apprendimento ma , quando il processo diventa automatico (e guidiamo la macchina pensando ad altro, ascoltando della musica o parlando al telefono) allora, le informazioni necessarie alla guida, ad esempio, vengono “pescate” dai gangli della base.

Nell’esempio citato, l’apprendimento ripetuto nel tempo ha creato un “deposito” di informazioni in un archivio speciale del nostro cervello, i gangli della base* (o nuclei della base) accorciando l’elaborazione del processo. 

E’ dai nuclei della base dunque che si originano gli automatismi, quelle informazioni che innescano il movimento, servendosi naturalmente della corteccia motoria, insomma: si crea nella mappa mentale una scorciatoia, prima inesistente, tra nuclei della base e corteccia motoria. 

Nota *= i nuclei della base sono costituiti da putamen, nucleo caudato, substantia nigra, nucleo subtalamico e globo pallido.

Nella memoria a lungo termine si formano connessioni sinaptiche prima inesistenti. L’esempio della lumaca sopra riportato ci dice che lo Stimolo Condizionato o SC , che nel caso riportato consisteva nel toccargli la codina , induce all’addestramento della sensibilizzazione (ritrazione della coda). Lo stimolo, a lungo termine, determina la memoria a lungo termine, a sua volta facilitata dalla crescita di nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni sensoriali (quelli che captano lo stimolo alla coda) e quelli motori (quelli che determinano la ritrazione della coda).

Nella lumaca la produzione di nuove proteine è stata suggerita da uno stimolo ambientale proveniente dall’esterno. Ricordate? Nel tempo, questo ritrarre la codina a causa dello stimolo che induce appunto la ritrazione, crea delle nuove connessioni sinaptiche e una memoria, un modello comportamentale nuovo dato appunto dall’apprendimento-addestramento indotto.

Raramente mi è capitato di fare un tea party ma probabilmente il corredo ereditato dalla nonna, in Inghilterra, sarebbe stato utilizzato più spesso creando dunque l’abitudine.

Idem per la nostra lumachina: i geni erano parte del corredo ma sono stati attivati da uno stimolo indotto dall’esterno.

In conclusione:

  1. l’abitudine, il comportamento, ovvero lo stimolo ripetuto nel tempo si traducono in nuove  connessioni sinaptiche,
  2. le connessioni sinaptiche sono prodotte dalla sintesi di nuove proteine
  3. e dunque mettendo in moto quel processo chiamato espressione genica.
  4. CONCLUSIONE: l’ambiente influenza l’espressione genica.



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19 risposte a Attenti! L’ambiente modifica la nostra espressione genica (espressione genica 3 parte)

  1. Livio ha detto:

    Mi piacciono molto le tue riflessioni e le condivido. Grazie

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  2. Alessandro ha detto:

    Bruce Lipton docet.

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  3. Si certo Bruce Lipton Alessandro. Mi piace perché in quanto biologo ha allargato gli utenti appartenenti ad un altro “sentire” e pensare anche se non condivido proprio tutto tutto. Roberto, anche se in un’altra forma, aveva detto molto prima di Lipton quello che lui ora divulga ma, Bruce Lipton, è stato ed è una portante importante che permette l’accesso ad un pubblico più vasto. Ho sempre detto a Roberto di cambiare nome in Robert Zamperini, noi italiani siamo sempre un pò esterofili. Un abbraccio e grazie per l’intervento. SGZ

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  4. Giovannone(VRRI) ha detto:

    Complimenti Sonia. Sei riuscita a condensare magistralmente in poche righe intere pagine di volumacci universitari! Una vera e propria lezione di neurofisiologia genetica🙂

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  5. stella ha detto:

    Allora è per questo che molti credono ancora che gesù è figlio di dio e la madonna ha fatto un figlio da vergine? Ai miracoli, oppure credono ancora negli spiriti, o nel diavolo, vuol dire che le persone hanno ereditato queste crednze?

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  6. maria ha detto:

    Non sarà invece che sono i nostri geni che si adattano all’ambiente grazie all’apprendimento?

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  7. Francesca ha detto:

    Articolo davvero molto interessante, complimenti.

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  8. Andrea ha detto:

    Ciao Sonia,
    per favore, volevo porti qualche domanda sui raggi R4, R6 e R7 in relazione alla memoria e all’apprendimento.
    Poiche in questo periodo sto studiano per preparare un esame per il mese prossimo, stavo pensando di sperimentare l’Antenna Zamperini per un possibile aiuto alla memorizzazione e all’apprendimento dei materiali di studio.
    Così traendo spunto da alcuni articoli del blog di Roberto mi sono sorte alcune domande da porti e che riporto di seguito:

    a) utilizzare R4 per entrare in risonanza con le materie di studio,
    a questo scopo ho qualche dubbio sul target da usare perchè avevo pensato di proiettare R4 su di me o su di un campo ordinatore o sulla memoria/cervello come discritto in
    http://zaro41.wordpress.com/2011/06/14/come-proiettare-energia-oro-su-un-chakra-con-lantenna-zamperini/
    -Come inviare Energia Oro direttamente verso un certo chakra.-

    come prima battuta avevo pensato alla seguente lista come possibili target sui due cartoncini:

    “cervello di Nome Cognome”
    “emisfero destro di Nome Cognome”
    “argomento da studiare”
    una combinazione delle suddette.

    b) per assorbine il flusso di informazioni studiate, volevo chiederti se si poteva utilizzare R6 che dà al flusso di energia proprio l’istruzione di assorbimento del flusso energetico (con le informazioni trasportate).

    c) per memorizzare le lezioni volevo chiederti se si poteva utilizzare R7 per “memorizzare” le materie di studio, ovvero utilizzare R7 per memorizzare informazioni, in poco tempo ed in modo permanente.

    Grazie.

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    • Carissimo Andrea,
      ricordi qual’è la Super Learning Technique che viene insegnata al corso Introduttivo oppure quella tecnica che permette la massima apertura e quindi la massima capacità di ricezione? Ricordi i mudra? Bene puoi utilizzare quelle tecniche, semplice e super efficace.
      Se proprio vuoi lanciarti in una tecnica facendo uso dell’Antenna Zamperini, ecco cosa Roberto scrive:
      http://zaro41.wordpress.com/2011/07/01/i-chakra-il-cleanergy-e-lo-studio-delle-lingue-straniere-1/
      Un caro saluto e buono studio!

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      • Andrea ha detto:

        Carissima Sonia,
        come sempre, grazie dei tuoi suggerimenti pratici e sopratutto efficaci.
        Infatti ho iniziato ad applicare la Super Learning Technique e, volevo usare anche la tecnica che hai citato, per la massima apertura e quindi la massima capacità di ricezione però, non me la ricordo bene. Potresti, per favore, riassumerla?

        grazie
        Un caro saluto!

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      • Ciao Andrea,
        volentieri te la ricordo, cmq, so che Floriana Figliomeni ha intenzione di fare dei ripassi del Corso Introduttivo. Io ti consiglieri spassionatamente di aderire…personalmente ne avrò fatti almeno 50 nel corso del mio apprendimento e ogni volta si riapprende qualcosa che, la volta precedente, non era stata pienamente recepita dalla nostra attenzione, o più semplicemente, memorizzata a lungo termine. Il Corso Introduttivo è un super concentrato d’informazioni e non è facile carpire tutto la prima volta ma, se lo fai tuo in tutto il suo programma, vivrai di rendita.
        Allora, la tecnica del SuperApprendimento è quella tecnica che attraverso la stimolazione di certi stati di coscienza permette la massima apertura e dunque, la massima ricezione possibile. Può essere stimolata con un mudra congiunto all’utilizzo del Cleanergy.
        Se vai alle dispense del Corso Introduttivo, nelle prima o seconda pagina, c’è l’elenco dei chakra posti sulla punta delle dita e la loro corrispondenza con un organo od una funzione.
        Unire il pollice al medio e all’anulare permette di stimolare i chakra Frontale e Corona anteriore, quei chakra cioè che presiedono ad un rallentamento dell’attenzione verso l’esterno aumentando la massima apertura dell’apprendimento.. Con il Cleanergy: basta far aderire la sua parte out alla punta del dito medio e alla punta del dito anulare. Dopo lo studio, stare per 10 minuti in alfa.
        Buon Ferragosto!

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  9. Pingback: Apprendimento, forme-pensiero e credenze. (1) | Sonia Germani Zamperini's Blog

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